
Mocho – gruppo Torre
18 gennaio saliamo
Mocho – gruppo Torre
Via Frader pisafer 6c+ 400mt
Bivacco chiamato Nipponico
Il 17 gennaio partiamo per bivaccare nella valle del Torre, facendo base sulla morena sotto il Mochito.
Con Francesco Rigon
Aguja de la S – PATAGONIA con Francesco Rigon
14 gennaio saliamo in giornata
Via Cara Este 6a
32 km totali tra salita e discesa e 2000mt di dislivello
DOLOMITI DI TIZIANO CON GNARO MONDINELLI
SULLE DOLOMITI DI TIZIANO
Oltre i 14 Ottomila.
Con Silvio Mondinelli “Gnaro”
Sabato 11 agosto ore 20.45
Sala Magnifica Comunità Pieve di Cadore
Locandina dedicata al “GNARO”
Con Giorgio Peretti , il Sindaco di Pieve di Cadore e il dott. Mauro Ciotti
Con il presidente del Gruppo Ragni Ferruccio Svaluto Moreolo, Giuli Baracco (Segretario dei Ragni) e Peretti
I fondatori di ONLUS GIULIANO DE MARCHI PER IL NEPAL, il dott. Mauro Ciotti e la Signora Simonetta, moglie del Dottor De Marchi.
Amadablam 2007
La cima si trova nella valle del Khumbu Himal, nel Parco Nazionale Sagarmatha ed e’, per la sua forma slanciata, spesso paragonata al Cervino. La spedizione si e’ svolta nel mese di Ottobre 2007 in compagnia di alcuni amici e clienti che effettuavano un trekking lungo la valle del Khumbu con meta finale il campo base dell’Everest. Finito l’itinerario e rientrati a Namche Bazar, in quattro di loro hanno salito senza nessun campo intermedio la bella cima dell’Ama-Dablam.
Il giorno 25 ottobre Ferruccio Svaluto e Bertoldo Sara hanno hanno dominato dai 6812 mt. della vetta .
La salita non ha presentato difficoltà oggettive ed il tempo è stato ottimo come l’acclimatamento alla quota.
Ararat con gli sci

Maggio 2003, dopo anni di divieti delle autorità Turche (l’Ararat si trova in una zona Curda
incuneata tra i confini dell’Azerbaijan , Armenia, Iraq) la richiesta per la salita (inoltrata
ancora alcuni anni prima) finalmente è stata accolta.
Partono alla volta della “conquista” del monte sacro alcuni componenti del Gruppo Ragni – Angelo De Polo, Andrea Gracis, Ernesto Querincig– , il famoso alpinista himalayano Giuliano De Marchi
e i compagni Luciano Di Mai , Mauro Ciotti e Andrea Antoniol.
E’ una delle prime spedizioni invernali (se non la prima) con gli sci composta da soli italiani ed in completa autonomia.
Si sale dall’abitato di Dogubayazit (1700 m.) con dei fuoristrada e poi dei cavalli per il materiale fino a
3000 m. per il campo base, a 4100 m. il 1° campo e infine in vetta.
Il Monte Ararat (5165 m.) non presenta particolari difficoltà alpinistiche, ma principalmente
meteorologiche: si tratta di una cima “bizzarra” che, trovandosi nel mezzo delle correnti fredde provenienti
dall’Artico e la Russia e le correnti calde del deserto Arabico, è battuta da forti venti con
temporali, grandinate e nevicate praticamente giornaliere.
La montagna è di origine vulcanica (l’ultima eruzione è datata 1840) e considerato un monte sacro
dalle popolazioni locali è Massis (ovvero la madre del mondo), mentre
per la popolazione Curda è invece la “montagna del dolore” (Agri Dagi)